Sarò sincera, non sapevo assolutamente nulla di questo film prima di vederlo. Non conoscevo la storia nè il cast, forse la condizione ideale per affrontare la visione di un film.
La prima impressione è stata piacevole: un film fresco, una narrezione veloce ed una storia apparentemente leggera.
Avete presente quando al ritornoda un viaggio, ancora in aereoporto, avreste voglia di fare dietrofront e prendere nuovamente un aereo, partire di nuovo per mantenere viva quella sorta di euforia e quel senso di ignoto tipico della partenza? In questo film Clooney lo fa per lavoro. Lavoro per altro difficile da descrivere, diciamo una sorta di fininanziaria che dopo essersi presa in carico l'onere di annunciare il licenziamento a lavoratori di grandi aziende sparse per il paese, offre loro un "pacchetto" finanziario studiato su misura. In tutto questo Clooney ha uno scopo: fare di quello che la maggior parte delle persone affronta spesso con imbarazzo e senso di inadeguatezza la sua routine quotidiana (aerei, alberghi, auto di lusso...) e soprattutto raggiungere un numero spropositato di miglia, che solo sei persone prima di lui hanno raggiunto e che gli porterà una serie di privilegi tra cui il suo nome scritto sulla fiancata di un aereo.
Una vita effimera o invidiabile a seconda dei punti di vista. Tutto questo fino a quando una ragazzina ingenua, inesperta ed arrogante gli insinua il dubbio su cos'altro la vita gli avrebbe potuto offrire.
Un film che si rivela dal gusto agrodolce con alcuni spunti interessanti su cui riflettere.
venerdì 12 febbraio 2010
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